I menù delle semifinali di Russia 2018

Cosa non si fa per coniugare tre grandi passioni maschili: la birra, il calcio e il cibo. Dopo l’esclusione dell’Italia dai mondiali, l’idea e l’esperimento sono stati entusiasmanti: decidere quale partita di calcio vedere insieme e proporre un menù a tema di una o di entrambe le squadre in campo. Simpatiche le ricette con il sud America, particolari con Australi e Islanda, e nuove con le nazionali africane, adesso tocca decidere i menù per le semifinali tra Francia e Belgio, e Inghilterra Croazia, al sito www.promorally.it. Poco “esotiche forse” ma abbiamo comunque delle idee, senza dimenticare che sono 4 nazioni tra le migliori produttrici di birra. Cosa proporre allora? vediamole insieme.

Francia – Belgio

Come detto a livello culinario non ci sarebbero grandi sorprese, noi abbiamo deciso di sperimentare con piatti che non avevamo mai affrontato. Il nostro menù prevede: Crepes formaggio e prosciutto, Gratin di patate e Macarons salati. Altro discorso per la birra, dove scegliamo il Belgio senza ombra di dubbio. Birre fermentate e trappiste saranno i padroni di casa, almeno nella nostra, della serata. E in 90 minuti abbiamo scelto di abbinare delle ottime birre d’abazia alla partita tra le due squadre francofone.

Inghilterra – Croazia

Siamo sinceri, parlare di cibo tipico per la nazionale inglese è molto riduttivo, insomma, si parla sempre di una nazione che ha come piatto tipico Fish and Cheaps! Allora senza alcun dubbio andiamo in Croazia per proporre per il risotto al nero di seppia e per il “rizot sa skampima”. Continueremo con tutti i piatti a base di pesce, per proporre vingole, scampi, ostriche e mitili serviti con contorni di bietola e patata o il Riblji paprikas per chi preferisce lo stufato di pesce. Ci dispiace per la regina ma anche sulla birra restiamo a Zagabria, con le classiche Ozujski e Karlovacko, bionde leggere per trascorrere la serata in piena tranquillità e allegria.

 

Estate e sport, consigli utili

Nessuna estate fermerà la voglia del popolo degli sportivi di continuare a mantenersi in forma con i loro hobbies preferiti. Che sia il calcio, la corsa, il nuoto, l’estate non fermerà i grandi appassionati del fitness. Poi, in effetti, l’attività fisica in estate aiuta a mantenere il corpo in forma ed è bene, dunque, fare sport anche sotto il solleone e nell’afa d’agosto. Ci sono alcuni consigli perché il caldo non sfianchi uno sportivo e per non andare incontro a quesiti quando le temperature sono veramente alte. Vediamoli insieme.

L’allenamento inizia a tavola

Semplice e di facile assimilazione l’alimentazione da tenere in estate per fare sport, in modo da non affaticare i sistemi digestivi ma allo stesso tempo deve contenere tutti i nutrienti essenziali, proteine, carboidrati, grassi buoni e vitamine. Per i tre pasti importanti ad esempio, la colazione dovrebbe prevedere una tazza di latte caffè e muesli. A pranzo si possono scegliere insalatone rinfrescanti e ricche di verdura a foglia, insieme a noci, formaggi freschi. Ottima scelta anche la carne bianca con poco olio extravergine di oliva. Per la cena, invece, si potrà scegliere tra riso integrale, grano, farro, orzo, seguito da una buona portata a base di pesce sempre con contorno di verdure.

Il consiglio evergreen: l’acqua!

Il caldo e l’attività fisica, con conseguente sudorazione, faranno perdere al corpo grandi quantità di acqua, e discrete quantità di Sali minerali. Per evitare perdite idrosaline importanti e rischiare il famoso colpo di calore e la disidratazione, un grande suggerimento è bere piccole quantità d’acqua durante la sessione sportiva, circa ogni 15-20 minuti, e assumendo acqua, per un totale di almeno due litri al giorno. Anche gli integratori, in caso di necessità, sono un ottimo alleato per sconfiggere calore e spossatezza.

Evitare le ore troppo calde

Che sia uno scambio a tennis, lo jogging, la bicicletta o il basket, si consiglia di evitare in modo categorico di fare le attività durante le ore troppo calde per non andare contro al rischio del colpo di calore. Un brutto compagno con sintomi come malessere generale mal di testa, nausea, febbre con sudorazione intensa, sete, vertigini, aumento della frequenza cardiaca e respiro affannoso.

Birra e sport, si può fare!

Un legame vincente. Così come per sport e betting, è anche quello tra il consumo moderato di birra e l’attività sportiva. “Come per un atleta, le migliori prestazioni della birra si vedono anche sul fronte sportivo. Lontano dallo sforzo questa bevanda ha effetti positivi, e grazie alla minore quantità di zuccheri, al maggior contributo di magnesio, fosforo, calcio e complesso B, se limitata a una piccola quantità, la birra è anche più valida di un qualsiasi altro integratore energetico perché più completo”. Lo ha spiegato Luca Gatteschimedico della Nazionale italiana di Calcio e consigliere della Società italiana nutrizione sport e benessere.

Alleata per la reidratazione

L’incontro tra sport e birra è quindi davvero possibile. “Le donne, in questo caso, sono le più avvantaggiate: alcune ricerche avrebbero dimostrato una prestazione sportiva migliore il giorno dopo l’assunzione di birra – sottolinea il medico della Nazionale – Uno studio pubblicato sull”International Journal of Sport Nutrition’ ha verificato che la reidratazione con birra e acqua non è inferiore a quella apportata con la sola acqua – ha aggiunto – In più le birre, soprattutto quelle artigianali e non filtrate, sono ricche di magnesio”.

“Bisogna sempre ricordare che si parla di una bevanda alcolica – aggiunge Gatteschi, ma ci sono studi che hanno evidenziato come un consumo moderato di birra può dare dei benefici a chi è diabetico o cardiopatico. Si parla in genere di un’unita alcolica per le donne e di due per gli uomini a giorno, ovvero una lattina o bottiglia di birra (330 ml) di media gradazione. Il segreto sta nei cereali e nel luppolo: quest’ultimo ha proprietà antiossidanti, ci sono alcuni lavoro scientifici che stanno monitorando l’effetto neuro protettivo delle sostanze presenti nel luppolo”.

Alleata delle donne

La birra, soprattutto quella artigianale, ha caratteristiche importanti a livello qualitativo per via della selezione attenta delle materie prime e del tipo di lavorazione. “Assunta dalle donne in pre e post-menopausa riduce la perdita di calcio dalle ossa contrastando l’osteoporosi – ricorda il medico sportivo – Dobbiamo ripartire dal concetto fondamentale per cui l’alimentazione è un fatto culturale oltre che sociale, non si può riportare tutto all’analisi degli effetti positivi e negativi di un singolo alimento, che invece va inquadrato nel concetto generale di alimentazione”.

 

Come prepararsi nel migliore dei modi ad una partita

La preparazione alla partita è sicuramente una fase fondamentale per arrivare con il giusto equilibrio psico-fisico al fischio d’inizio. Dalle competizioni più importanti, dalle sorti dei calciatori più famosi come qui, sino ai campetti di periferia sono quattro i pilastri di una corretta preparazione al match e sono:

Alimentazione

La performance di un giocatore viene influenzata dal tipo di alimentazione che precede l’incontro. Le semplici regole da seguire per una corretta alimentazione pre-gara sono: assunzione di cibi ricchi di amido, evitare se possibile cibi ricchi di proteine e ricchi di grassi che renderebbero la digestione lenta e difficile. Evitare di bere alcolici nelle 24 ore precedenti all’incontro, sono difficili da assimilare per l’organismo e aumentano senza alcun beneficio la sudorazione corporea. Mangiare almeno 2 ore prima dell’inizio di qualsiasi attività fisica, rendendo così possibile la corretta digestione.

Attivazione fisica

Questa fase ha come scopo l’innalzamento della temperatura corporea e l’attivazione generale di tutto l’organismo. Si possono individuare 3 fasi diverse per il corretto riscaldamento fisico:

rompere il fiato.  In questa fase l’obbiettivo primario è quello di creare un debito di ossigeno nell’organismo, bisogna procedere quindi con esercizi anaerobici ad intensità media. La richiesta di ossigeno del nostro organismo dovrà poi essere recuperata nei minuti successivi con una diminuzione dei livelli di carico. Skip. Adesso cercheremo il ripristino anche parziale del debito di ossigeno attraverso la bassa intensità e l’attivazione muscolare sia per prevenire gli infortuni sia per dare la giusta elasticità. Andature e mobilità in movimento sono fase fondamentale per una corretta attivazione muscolare. Skip, skip ad una gamba, calciata dietro, calciata laterale, slancio gamba flessa al petto, corsa laterale, rilassamento adduttori, ecc… reattività. In questa fase si eseguiranno esercizi brevi di rapidità con cambi di direzione per dare la giusta carica e reattività alla muscolatura.

Stretching

Nello stretching statico, si assumono posizioni che sia possibile mantenere senza dolore, raggiungendole in maniera controllata senza sottoporre a stress i muscoli interessati.
Raggiunta la posizione, questa va mantenuta per un tempo che va da 10 a 20 secondi, o almeno fino alla corretta distensione della muscolatura. Lo stretching è sempre consigliabile farlo quando il muscolo è almeno in parte caldo.

Attivazione mentale

Probabilmente la fase più importante nel riscaldamento pre-partita. Risulta infatti fondamentale richiamare nella mente dei giocatori quei gesti tipici che dovranno eseguire in partita. Passaggi, lanci, palleggi e tiri in porta sono solo alcuni dei movimenti che permetteranno di risvegliare nell’atleta i corretti gesti tecnici.

La particolare dieta di Vardy per i match di Russia 2018

Jamie Vardy è uno dei personaggi più curiosi nel mondo del calcio. La sua rapida ascesa da operaio a calciatore della Premier League ha riempito i giornali di tutta Europa quando, un paio d’anni fa, si è reso protagonista dell’incredibile cavalcata del Leicester di Ranieri verso la conquista del campionato inglese. Con la Nazionale dei Tre Leoni il centravanti del Leicester avrà l’arduo compito di contendere il posto a Harry Kane, cosa che lo ha messo alle strette e “costretto” a seguire una dieta personale, bizzarra e “ferrea” in modo da garantirsi un posto al mondiale.

La dieta di Vardy prima dei match

La particolare dieta del giocatore inglese è stata già svelata nel 2016 e da allora sembra non aver avuto grandi ritocchi, per quanto caratteristica, sembra aver dato i suoi frutti visto che il bomber dei foxes ha portato proprio la squadra del Leicester alla vittoria del titolo a suon di gol, 89 e 41 assist. ogni giornata disputata, per più di dieci gare consecutive. Ma ecco la dieta di Vardy da lui stesso dichiarata in un’intervista: “La sera prima di ogni gara bevo un bicchiere di Porto perché mi aiuta a rilassarmi e a staccare la spina” aveva detto, ma quest’abitudine tuttavia l’ha abbandonata già da un po’ di tempo. Uguale è invece rimasta la seconda parte del suo rituale: una Red Bull appena sveglio, seguito da un’omelette al prosciutto e formaggio con fagioli stufati intorno alle 11.30 e poi da un altro energy drink. Un paio di espressi per ingannare l’attesa e poi via con la terza e ultima lattina di Red Bull a circa un’ora dal fischio d’inizio.

Le avversarie dell’Inghilterra a Russia 2018

Mai brillante nella competizione mondiale la compagine inglese. Le statistiche comparate su www.bookmakerstranierionline.com non danno certo come favorita la nazionale di Gareth Southagate.  Il mondiale di Vardy e compagni inizierà il 18 giugno, alle 20:00 contro la Tunisia, il 24 affronteranno invece Panama per concludere il girone contro il Belgio. Chissà se “l’alimentazione made in Vardy” possa invertire il trend e portare finalmente delle soddisfazioni ai Three Lions e a tutti i supporters  che aspettano un titolo dal lontano 1966.

La Dieta dei calciatori professionisti: un’alleata per tutti

Con l’arrivo dell’estate e delle famigerate prove costume ormai anche il virile popolo maschile si è arreso alla schiavitù, mesi prima, di arrivare in forma nei quindici giorni di ferie da passare al mare, in modo da poter essere presentabile e asciutto al cospetto delle compagne o alla loro ricerca nelle calde notti tra musica e flash o tra gli ombrelloni. Non fa eccezione l’estate 2018 che ha visto le strade riempirsi già da qualche mese di poco credibili corridori, ciclisti, oltre all’aumento rilevante di iscrizioni a palestre e piscine nella speranza di poter rimediare, e godersi a pieno l’estate nella logicità dei tempi moderni. All’attività fisica, l’abbinamento diretto è quello di giurare a se stessi di resistere a tentazioni di gola e pasti importanti, di avviare una, l’ennesima, dieta a cui si chiedono miracoli. E dopo averne provate a migliaia magari quest’anno conviene vedere cosa mangiano importanti atleti del mondo del calcio, che sia quella buona?

La dieta di Cristiano Ronaldo

Il campione portoghese, tra i più quotati del sito www.scommesselive.com , segue una dieta specifica, che include 6 piccoli pasti al giorno. Il più importante è la colazione, che deve essere ricca, come ha spiegato CR7 in un’intervista. Uova, formaggi, pane tostato, yogurt, cereali, frutta e croissant sono i benvenuti. A pranzo e cena meglio riso o pasta integrale, oppure pollo, pesce, verdure o insalata. Assolutamente vietati alcolici, cibi o bevande zuccherate.

La dieta di Leo Messi

Anche Leo Messi cura in modo particolare la propria dieta, affidandosi al medico nostrano Giuliano Poser, esperto di kiniesologia applicata, ha eliminano zuccheri raffinati, latticini e prodotti a base di farina di frumento. Lo stesso Poser ha dichiarato in un’intervista:” Acqua, un buon olio di oliva, cereali integrali, frutta fresca e verdura biologica non contaminato da pesticidi perché creano danno al corpo. Noci e semi sono anche molto buoni”. È la dieta di Leo Messi, “Consiste in uno studio della forza dei muscoli dell’atleta e dai risultati di questo studio decidere il trattamento, che è specifico per ogni persona, anche se la base è sempre una buona dieta”, E proprio tornando all’alimentazione del campione argentino, Poser ha spiegato che l’alimento bandito “è lo zucchero. È la cosa peggiore per i muscoli. Anche le farine raffinate sono un grosso problema, fondamentalmente perché oggi è molto difficile trovare un chicco di grano sano, incontaminato.

Traslocare fa bene alla salute?

Traslocare giova alla salute

Traslocare fa bene alla salute, questa affermazione sembra assurda e anche un po’ ridicola ma in effetti ha un fondo di grande verità, spesso cambiare casa per le persone è traumatico, legato a sentimenti, affetti, emozioni, a  tutte quelle cose che ci fanno sentire e vivere un cambiamento di abitazione in malo modo, se invece cerchiamo di guardare  il trasloco da una diversa angolazione, preventivo trasloco Roma  ci accorgeremo sicuramente che cambiare casa può portare anche dei benefici al nostro stato fisico, perché questo? E’ subito ha spiegato:  cambiare casa può aiutare ad allontanarci da un ambiente negativo, da situazioni che ci hanno stressato, che ci hanno reso infelice.

Cambiare fa bene alla psiche

Cambiare casa può essere utile e salutare per la nostra psiche, soprattutto se in quella casa abbiamo vissuto momenti difficili, dispiaceri, dolori, eventi funesti, per molte persone andare a vivere in una casa nuova, in un altro luogo, magari anche molto distante da quello di origine è difficile, faticoso, è quasi inaccettabile, ma però bisogna valutare anche i vantaggi di quello che può essere traslocare in un posto nuovo si è aperti a nuove possibilità, si può ricominciare a coltivare amicizie nuove, dopo che magari quelle che avevamo nella vecchia casa ci avevano deluso, si può ricominciare ad esempio a fare ginnastica, a fare una dieta, a uscire per esplorare il nuovo quartiere, la nuova città.

Migliorare traslocando

Si possono trovare centinaia di nuovi stimoli che ci portano a vivere meglio, e a migliorare la qualità della nostra vita, non sempre cambiare casa è una cosa negativa, e sgradevole, ma in effetti può darci grande soddisfazione, e anche un miglioramento tangibile della nostra salute, ritrovarci a dormire in un ambiente nuovo può essere più stimolante, può farci riposare meglio, ci può regalare nuove idee, nuovi input lavorativi, possiamo dedicare le nostre giornate a cose nuove, ambienti nuovi, persone nuove, allacciare nuove relazioni, e trovare un nuovo posto di lavoro, vivere meglio e arricchire le nostre basi culturali e le nostre capacità di rapportarsi con gli altri, possiamo anche andare incontro alle possibilità di  accrescere le nostre aspirazioni, di cambiare l’auto, di rinnovare tutta la nostra vita, e tutte le nostre abitudini verso un futuro assolutamente differente, ma non per questo inferiore a quello che abbiamo lasciato.

Etichetta ambientale VinylPlus a Rehau per i processi produttivi sostenibili in PVC

Fiera Fensterbau di Norimberga

Durante l’ultima edizione della fiera Fensterbau di Norimberga, a Rehau è stata consegnata la nuova etichetta ambientale di VinylPlus, un meritato riconoscimento espresso dal programma volontario dell’industria delle materie plastiche, che certifica i prodotti in PVC da costruzione maggiormente sostenibili e prestazionali.

Riconoscimento frutto di grande impegno

Il brand  ambientale VinylPlus è la testimonianza del proprio impegno in una corretta politica ambientale, estesa con precisione  lungo tutta la filiera produttiva nell’ambito della produzione di serramenti in PVC e   infissi in pvc a Roma

Premiazione

Durante la fiera dedicata al nuovo traguardo VinylPlus  sono state rilasciate importanti dichiarazioni; qui di seguito uno stralcio del meeting:

La certificazione non interessa solamente i quattro siti produttivi europei in virtù dei loro processi produttivi sostenibili, ma anche i numerosi sistemi Rehau, tra cui i profili dalla profondità di 70 mm e il sistema SYNEGO per finestre, portefinestre ed alzanti scorrevoli, che potranno ora esibire l’etichetta ambientale di VinylPlus simbolo di sostenibilità .

Lavorazione esperta e sostenibile

Nel corso dell’evento sono anche stati trattati tutti gli aspetti produttivi che mirano a realizzare solo progetti sostenibili grazie ad un’unità particolari di smistamento; strumenti di alta  precisione appositamente modificati per consentire di separare e pulire i materiali, recuperando le materie prime ed ordinandole per tipologia di materiale.

Pvc: il futuro di molti comparti

Il PVC quindi visto come materia del futuro, sostenibile, riciclabile, poliedrica e economica; applicabile a diversi utilizzi e con la quale è possibile realizzare davvero di tutto; eliminando l’uso di altre materie più costose o tossiche. Grande impegno globale delle aziende nella salvaguardia dell’ambiente per mezzo di obiettivi ambiziosi, tra cui quello di produrre anche una vasta gamma di prodotti con polimeri riciclati. Il futuro dell’industria si esprime con grandi progetti che possano proteggere il Pianeta dall’inquinamento e dall’uso di materie nocive per l’ambiente e per l’uomo.