Toro-Juve, il derby della rinascita. Tutto esaurito e tanto entusiasmo.

Hanno 8 punti a testa in classifica, si parla di sfida alla pari. Due attaccanti in gran forma sono a confronto Chiesa e Brekalo. Si parla anche di ripresa per la città. Juric provoca: “l’unica squadra che sento a Torino è il Toro”. Allegri punge: “partita della vita per loro come al solito”. Eccoci qua con il derby a Torino, una partita carica di mille emozioni, di rivalità e di tecniche sfide in campo.

In campo assisteremo all’aggressività di Juric e del suo gioco che si oppone ad Allegri e alla sua filosofia essenzialista. Si prevede il tutto esaurito allo stadio Olimpico Grande Torino. In vendita gli ultimi biglietti rimasti con un sold out pari a 13.000 spettatori il 50% della capienza per i limiti dati dalla normativa anti-covid.

Sicuramente il sold out ci sarebbe stato anche se si potevano riempire i 26.000 posti disponibili. Questo è un segno ed è il segno di una voglia che si è rinnovata. Dopo il problema del lockdown questo è il primo derby torinese con la presenza del pubblico. Il pubblico da casa ha sempre sostenuto le squadra e si è divertito a scommettere on line sui siti internet. Il 22bet italia fa al caso vostro per divertirvi online.

Il rischio è basso

Le persone stanno cercando di tornare alle vecchie abitudini specialmente a Torino che è stata una delle zone altamente colpite dal virus. Si sono contati ben 204.131 casi con 5.619 deceduti compresi i comuni della provincia. Finalmente sta arrivando il sole e da qualche giorno Ecdc cioè il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie ha dichiarato regione a basso rischio il Piemonte con la valle d’Aosta, la Lombardia e il Molise per il nostro stato. Bisogna comunque mantenere alta la guardia ma alla normalità ci stiamo piano piano avvicinando.

Due squadre, stessi punti

Otto sono i punti in classifica sia per il Torino che per la Juventus alla luce del derby. Questo non succedeva dal 2015 e in panchina c’erano per il Toro Gian Piero Ventura e per la Juve Allegri alla sua seconda stagione in bianconero. La differenza è che nel 2015 era l’ultima panchina al Toro per Ventura che divenne a fine stagione il c.t della Nazionale mentre nel 2021 per Juric è il primo Toro.

Juric-Allegri, gli accostamenti

Spontanea viene la voglia di fare un paragone, nel derby di Torino degli anni Settanta veniva deciso chi avrebbe vinto lo scudetto. Stiamo parlando di Radice e Trapattoni, Claudio Sala e Causio, Pecci e Tardelli, Graziani e Pulici vs Bettega e Anastasi poi Boninsegna.

In questa partita non si parla ancora di scudetto ma ci sono tra gli allenatori delle similitudini. Tratti rudi e bruschi sono quelli di Juric come Gigi Radice che nel 1975-76 guidava il Torino. Hanno di base lo stesso stile di calcio, un mix di pressing, aggressività e continua tensione. Come il predecessore Radice vuole dai suoi uomini velocità e compattezza.

Andando nella panchina della Juve abbiamo Allegri che sembra la nuova versione di Giovanni Trapattoni che guidò la squadra nel 1976-77. Si assomigliano perché entrambi amano il calcio realista che pensa al risultato conservando però degli equilibri. Juric e Allegri si sono incontrati quattro volte e il bilancio è decoroso.

Differenze da un punto di vista tecnico

Abbiamo parlato di parità di punti in classifica ma c’è differenza in relazione ai valori tecnici. C’è un dislivello da colmare per il Torino con aggressioni e pressioni. Deve stare attento anche alle ripartenze Juventine e non concedere spazi. Allegri, in Champions, ha dato una bella lezione ai campioni d’Europa del Chelsea sia in difesa che in contropiede.

Non vedremo una Signora in campo passiva e approfitterà di qualsiasi occasione offerta dai granata in campo. Di contro però il dinamismo dei granata potrebbe far soffrire la Juve. La squadra di Juric ha dei ritmi alti portando per periodi lunghi a correre oltre la soglia.

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