I nuovi business (on line e non) che possono fruttare

È vero: la crisi economica attanaglia milioni di famiglie. Con tantissime persone che faticano ad arrivare a fine mese. Questo, però, non vuol dire che non possano esserci opportunità di guadagno, sia nell’online che offline.

Perché ogni epoca che dà delle trasformazioni porta con sé delle opportunità. Se non vengono raccolte, saranno sicuramente ‘prese’ da qualcun altro. Proprio per evitare questo, è importante saper battere tutti sul tempo e riuscire a guadagnarci qualcosa.

Ma quali sono le attività che potrebbero andare per la maggiore?

Sfruttare le potenzialità del web

Qui avremmo potuto farsi un approfondimento a parte. Ma per mancanza di spazio abbiamo inglobato tutto in un unico paragrafo. Sfruttare le opportunità del web significa essere a cavallo con il mondo di internet e provare a prendere al volo tutte le novità che porta con sé.

Bisogna, però, sottolineare una cosa: quando ci si approccia a internet, è necessario partire con la mentalità giusta. Con la mentalità per cui tutto è in divenire e non ci si può fossilizzare su un unico aspetto. O avere la perspicacia che quando il ‘treno’ sta esaurendo la sua energia è fondamentale cambiare e passare ad altro.

Detto questo, e fatto lo ‘switch’ per la maggiore elasticità, è importante anche essere acculturati e informarsi su quali potrebbero essere i trend. Tante persone, giusto per fare un esempio, si stanno informando su cosa sono gli nft semplicemente perché ne ha sentito parlate. E perché, magari, intravede qualche possibilità per incrementare il proprio reddito.

Come succede per i trend che nascono, ne parla uno, ne parlano due, ne parlano tre e alla fine ne parlano tutti. Tanti si informano, alcuni procedono attivamente e altri, invece, ‘finanziano’ chi ci ha visto lungo acquistando quegli stessi prodotto. Il processo del web, per sommi capi, è sempre lo stesso.

Aprirsi un ristorante dedicato a un particolare target

Qui andiamo con un business che solo in maniera superficiale può essere completamente off line. Ma, in realtà, sente moltissimi l’influenza del web. Il motivo? Tanti ristoranti chiudono perché non fanno dialogare web e offline.

Prendi ad esempio un ristorante X: magari ha aperto perché ha sentito dire in giro che chi è ristoratore è automaticamente ricco (ovviamente è una falsità, ci sono ristoratori e ristoratori). Allora il suo pensiero è aprirsi un’attività.

Un’attività generica che non offre nulla di più rispetto agli altri e che, magari, è difficile da raggiungere o non ha il posto per parcheggiare. Per quale motivo un cliente dovrebbe arrivare fin lì se non c’è quel qualcosa in più che possa portarlo a gustare proprio quei piatti?

Evidentemente, quello stesso ristoratore non si è informato sul web riguardante i nuovi trend e le varie difficoltà che le persone possono avere sul cibo (chi è allergico, chi è diabetico, chi è celiaco e così via). O, peggio ancora, non programmare una sana pubblicità on line per farsi conoscere.

Peggio ancora se ha optato per quei classici volantini che sulla carta sono già ‘morti’ ma che hanno ancora hanno il loro fascino da parte degli imprenditori. Senza pensare che oggi tutte le attività sono fatte online. Tutti hanno lo smartphone e tantissimi hanno i profili social.

Essere un influencer

Questa potrebbe essere collegata al primo punto ma in realtà non lo è. Nel senso che nel primo punto ci siamo focalizzato sulle nuove attività del web mentre l’influencer è ormai un mestiere che già da anni è visto come un vero e proprio lavoro. Cosa che effettivamente è, anche se tante persone non lo comprendono appieno.

Oggi è molto più difficile essere influencer rispetto al passato per almeno tre motivi. Il primo è che la concorrenza cresce giorno dopo giorno. Sono più le persone che ci provano a essere influencer che quelli che si ‘ritirano’ (del resto, essendo la gran parte giovani, il ritiro non è al momento contemplato). Il secondo è che le nicchie stanno via via scomparendo. Ovviamente, se più persone fanno questo lavoro, più nicchie si ‘prendono’ e non è semplice trovare un settore che non è già occupato dalla concorrenza.

Non è detto che non ci si possa inserire ma, come si può logicamente pensare, un conto è andare in un mercato ‘vuoto’ e un altro e andare a inserirsi in un settore dove ci sono già altri competitor. Il terzo è che sono diverse le piattaforme su cui si può operare. Ciò significa che le competenze devono essere trasversali e uno stesso video deve essere editato in modo tale da essere adattato su più piattaforme.

Ad esempio, un conto è fare il video su TikTok e un altro è fare il video su Instagram, Facebook o Twitch.

Internet e offline devono ‘parlarsi’

Chiudiamo con un suggerimento per chi vuole aprirsi un’attività, indipendentemente se sia offline o online: i due mondi devono parlarsi e dialogare. Se si ha un ecommerce, è impensabile non farsi vedere mai in giro, non andare di persona dai fornitori, non fare mai dei video in cui ci si presenta e così via.

Se si ha un bar (o una qualsiasi attività offline), non è concepibile che non si abbia un profilo social, un sito internet o, in generale, una presenza costante sul web. Si tratta, in questo caso, di viaggiare con il freno a mano tirato. E, senza tanti giri di parole, rischiare il fallimento.

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