Il cbd nell’alimentazione

Biscotti, pasta, olio, dolciumi, il cannabinoide è diventato l’ingrediente principale di una linea di prodotti che non ci saremmo mai aspettati di vedere sulle nostre tavole. L’industria alimentare italiana ha subito una vera e propria rivoluzione silenziosa negli ultimi anni con la liberalizzazione del cbd, come puoi vedere da questo approfondimento e sugli scaffali dei supermercati più grandi, avrai già notato dei prodotti che hanno impressa la foglia di marijuana in etichetta per indicare la presenza di cannabis all’interno. Ci sono alimenti per tutti i gusti: caramelle, dolci, pasta, pane, snack. Una possibilità di scelta impensabile fino a qualche anno fa, e che ora è in crescita costante.

Che effetto fanno questi alimenti?

La concentrazione di cannabinoide contenuta all’interno della maggior parte dei prodotti di uso comune nell’industria alimentare è davvero minima, tanto che se non assunti in maniera massiccia, l’effetto di rilassamento tipico del cbd, non si sente neanche. Sono piuttosto un mezzo per assumere i nutrienti contenuti nella pianta di canapa.

Cbd e thc

Nella gran parte dei Paesi europei è ammessa la vendita di prodotti con al massimo lo 0,2% di thc. Entrambi figli della grande famiglia delle Cannabacee, cbd e thc sono due composti chimici che si trovano in percentuali differenti nelle diverse tipologie di Canapa e Marijuana.

Il tetraidrocannabinolo (THC) tuttavia comporta degli effetti collaterali perché agisce legandosi ai recettori del SEC, il sistema endocannabinoide e genera dipendenza, alterazione dell’umore e riflessi rallentati. Nel peggiore dei casi tachicardia e distorta percezione della realtà.

Il cannabidiolo (CBD) è invece un metabolita non psicotico, non si lega completamente ai recettori del SEC, ma li stimola, sollecitando la produzione di dopamina e serotonina, senza generare dipendenza. Infatti, i medici stanno sperimentando l’impiego nei casi di abusi di oppioidi e sostanze stupefacenti perché il cbd è un modulatore allosterico di μ-oppioidi e δ-oppioidi. Finora non efficace come il Naloxone, l’azione del cbd si svolge nel lungo periodo e riesce a far progressivamente liberare l’organismo dalla dipendenza.

Le ricerche sulla cannabis light

Gli scienziati stanno studiando in questi ultimi anni le possibilità di applicazione del cbd o cannabis light in varie patologie. Grazie alla sua azione sul sistema nervoso centrale, si stanno sperimentando terapie per applicarlo sui diversi pazienti con disturbi del dolore di vario genere.

La cannabis light ha un’azione analgesica e antinfiammatoria sull’organismo umano, molto utile in casi di infortuni sportivi, o dolore acuto. In questi casi viene assunto sotto forma di olio sublinguale o di pomate da distribuire sulla superficie dolorante. Il corpo ne trae giovamento già dopo un quarto d’ora. Del resto, già la “marijuana terapeutica” viene prescritta dai medici con relativa ricetta in casi di dolore acuto e diverse patologie, per alleviare la tensione e liberarsi del sintomo persistente.

La cosmesi al cbd

Non solo l’industria alimentare ha scoperto il cbd, ma anche quella cosmetica. Infatti, il cannabinoide ha sulla pelle quell’effetto antiossidante che tanto attrae il mondo del beauty. I chimici stanno studiando le formule migliori per ottenere i maggiori benefici possibili usando concentrazioni di cbd nelle creme e nelle lozioni.

Sono cosmetici che si possono trovare combinati ad altre sostanze come il collagene, il guaranà e il tè verde, e promettono risultati fin dalle prime applicazioni. Altrimenti, possono trovarsi anche mixati con olio di mandorle per la sua azione levigante ed emolliente. I prezzi a confezione non sono mai economici e non si trovano nei più comuni supermercati, ma solo in alcuni negozi specializzati oppure online.

Dove trovare il cbd?

Durante quest’anno la vendita di cbd ha dato ottimi risultati, con una crescita del 30% fin dai primi mesi di lockdown. Negli store online, come Justbob per esempio, i servizi di delivery sono attivi i prodotti certificati per dare la possibilità ad ogni cliente di scegliere la tipologia di prodotto che fa più al caso suo.

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